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Il Dossier sui Rifiuti della Regione Campania, un’accozzaglia di omissioni ed inesattezze

Rifiuti: Il CO.RE.ri – Coordinamento regionale rifiuti della Campania, scrive al Commissario Europeo all’Ambiente Potocnik segnalando incongruenze e criticità del “dossier” che la Regione, in accordo con Provincia, Comune di Napoli e Ministero dell’Ambiente, ha inviato a Bruxelles in allegato al Piano Regionale.
24 gennaio 2012 - Coordinamento Regionale Rifiuti
 Una lettera spedita in questi giorni per informare la Commissione Europea e il  Commissario all’Ambiente Potocnik, in vista della imminente visita del Ministro dell’Ambiente Clini a Bruxelles e della prossima decisione dell’Europa in merito alla procedura di infrazione contro la Regione Campania, su alcuni importanti elementi di criticità che riguardano sia il pessimo Piano Rifiuti approvato dal Consiglio Regionale due settimane fa, sia il “dossier” che la Regione Campania ha concordato con il Ministro per rispondere ai rilievi contenuti nella lettera di messa in mora. 
Al di là della già denunciata illegittimità del Piano, che viola palesemente la gerarchia prevista dalle direttive europee in materia di gestione dei rifiuti, il CO.RE.ri. ha evidenziato a Potocnik come la Regione Campania, pur avendo formalmente rispettato le procedure di consultazione del pubblico previste dalla procedura di Valutazione Ambientale strategica, non abbia in concreto recepito quasi nessuna delle Osservazioni presentate, nonostante in gran parte le avesse giudicate ammissibili. Lo ha indirettamente confermato anche lo stesso Assessore Regionale all’Ambiente Romano quando in consiglio regionale, per rispondere alle critiche di quei consiglieri che lamentavano di aver avuto poco tempo per esaminare il piano, affermava che il piano era “sostanzialmente immutato” rispetto a quello pubblicato nel giungo 2011.
Altro aspetto evidenziato dal CO.RE.ri. riguarda l’evidente contrasto tra gli obiettivi di raccolta differenziata al 2014 previsti dal piano (fermi al 50%) e le previsioni contenute nel citato dossier, che già a fine 2012 ipotizzano il raggiungimento di una soglia del 57%. Segno che, a differenza di quanto sempre sostenuto dai redattori del Piano, l’obiettivo del 65% non solo non è affatto irraggiungibile ma sarebbe  assolutamente necessario giacché consentirebbe di evitare il conferimento in discarica, in violazione delle norme comunitarie, di rifiuto tal quale, così come avviene oggi e così come il dossier della Regione prevede debba avvenire almeno fino al 2014, avendo scelto, in linea con il piano, di limitare per gli anni successivi l’obiettivo di raccolta differenziata al 50% .
Su questo aspetto preoccupa anche il fatto che si  dica alla Commissione Ue che dal 2013 la frazione organica in uscita dagli STIR sarà stabilizzata ma poi di fatto non si indichino tempi e modalità per l’entrata in funzione degli impianti necessari. E se la regione Lazio è sotto infrazione perché invia nella discarica di Malagrotta rifiuti non trattati  non si capisce perché la Commissione Ue debba consentire che questo avvenga in Campania.
Appaiono paradossali, poi, anche le informazioni fornite circa l’inceneritore di Acerra, per il quale si afferma non esservi mai stati sforamenti nelle emissioni. Senonchè, ricorda il CO.RE.ri. proprio le centraline esistenti nelle vicinanze dell’impianto hanno fatto registrare almeno 250 sforamenti dei limiti delle polveri sottili nei primi 500 giorni di funzionamento dell’impianto, che a tutt’oggi continua ad usufruire illecitamente degli incentivi CIP6 sulla produzione di energia.
Altra questione posta all’attenzione dell’Europa è quella delle ecoballe stoccate sul territorio campano per il cui smaltimento la Regione ha optato per la realizzazione di un inceneritore da 500 mila tonnellate nell’area di Giugliano. Proprio quell’area, acquistata dallo Stato nel 2010, che ancora oggi ospita gran parte delle balle, buona parte delle quali di proprietà della FIBE (che infatti le ha iscritte a bilancio) e che, secondo la magistratura, era nella disponibilità, tramite prestanomi, del boss dei casalesi Michele Zagaria. Il rischio, segnala il CO.RE.ri. è che senza garanzie di alcun tipo, i fondi comunitari possano essere utilizzati per “riscattare” le balle o finire in qualche modo nelle mani della criminalità organizzata.
Resta infine il problema del contrasto tra la Regione Campania e il Comune di Napoli sull’impianto di Napoli est, su cui il “dossier” sorvola ma che, con il prossimo venir meno della provincializzazione del ciclo, potrà condizionare seriamente la soluzione del problema rifiuti.

Abbiamo ritenuto opportuno, conclude il CO.RE.Ri., che la Commissione Europea venisse messa al corrente di tali situazioni, affinché possa assumere con responsabilità le proprie decisioni, nella piena consapevolezza e conoscenza dei fatti: non è certo con il dossier inviato, una accozzaglia, tutta italiana, di omissioni ed inesattezze, che riteniamo possa essere chiusa la vicenda dei rifiuti in Campania.
Coordinamento Regionale rifiuti della Campania (CO.RE.Ri)
http://www.rifiuticampania.org - contatti@rifiuticampania.org
http://www.facebook.com/CoordinamentoRegionalerifiutiCampania
Tel: 334-6224313 / 393-5477300

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  • LO UTTARO COLPISCE ANCORA

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    Mon, 24 Oct 2011 09:25:05 +0000 -
  • NUOVO STOCCAGGIO DI RIFIUTI A LO UTTARO

    RIEPILOGO: DAL DECRETO REGIONALE AL RICORSO AL TAR a cura del ComER – Comitato Emergenza Rifiuti Viale Carlo III, Palazzo Scacc, scala B, Interno 4, 81020 San Nicola la strada (CE)  -  email: comitato.emergenza.rifiuti@gmail.it 11/08/2011 – Con Decreto Dirigenziale n. 193 del 11/08/2011 (pubbl. sul B.U.R.C. n. 54 del 16 Agosto 2011) la Regione Campania [...]
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    Non procederanno più uniti con un unico ricorso al TAR i comuni della conurbazione casertana interessati al nuovo sito per lo stoccaggio di rifiuti speciali autorizzato dalla Regione Campania. “Ognuno dei Comuni interessati presenterà un proprio ricorso contro il decreto della Regione”, ha annunciato il sindaco di San Marco Evangelista, Gabriele Cicala. “Noi saremo difesi [...]
    Wed, 28 Sep 2011 13:29:29 +0000 -

Benevento Ecosolidale

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  • Festa dell’escursionismo sannita: l’8 gennaio nel Fortore, sesta edizione di Natura in Festa

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    il 2012 - di Angelo Moretti Che anno sarà il 2012? Il sondaggio Sky alle 14.00 di oggi dava al 64% la seguente risposta: “peggiore”. Perchè ci aspettiamo il peggio? Mi vengono in mente diverse risposte.   La prima, forse condizionata dall’essere meridionale, è legata alla scaramanzia di chi evita di pensare al meglio per [...]
    Sun, 01 Jan 2012 19:18:53 +0000 -
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    Lettera aperta alla cittadinanza di Alessio Fragnito Carissimi, da circa 20 anni uso la bicicletta come principale mezzo di trasporto e da almeno 2 anni incontro con sommo piacere tanti altri beneventani che come me hanno deciso di inquinare di meno e di muoversi in maggiore libertà. Il boom di bici a pedalata assistita, diventato [...]
    Sun, 18 Dec 2011 12:33:22 +0000 -
  • Terra Madre Day – Menesta asciatizza, presentazione del libro sulle erbe dell’Appennino meridionale. 7 dicembre 2011, libreria Masone Benevento

    Slow Food Benevento, il 7 dicembre, presso la libreria Masone  presenta il libro Menesta asciatizza A tavola con le piante spontanee dell’Appennino meridionale Un testo sulle erbe e non solo di Franca Molinaro Per il formato pdf: Terra Madre libro Menesta 
    Mon, 05 Dec 2011 10:51:01 +0000 -

CO.DI.S.AM

CO.DI.S.AM Sant'Arcangelo Trimonte (BN)- (Comitato difesa salute e ambiente)

Comitato Civico San Giorgio a Cremano

Comitato Cittadino San Giorgio a Cremano

san giorgio a cremano
  • Lettere al comitato: parcheggi a san giorgio

    Riceviamo e pubblichiamo (indirizzata al Sindaco) Sono un cittadino che si scontra quotidianamente con disservizi cronici, che tutti conosciamo (possiamo riparlarne quando vuole in un altro momento). In questa sede, non posso non manifestarle il mio disappunto per ciò che leggo sul sito E-Cremano - che rappresenta la voce del Comune- quando sbandiera un [...]
    Sat, 28 Jan 2012 09:58:14 +0000 -
  • Fiaccolata a Napoli martedì 24 gennaio’12‏

    MARTEDI 24 GENNAIO ‘12 FIACCOLATA A NAPOLI PIAZZA MUNICIPIO ORE 17,30 SEGUIRA’ A BREVE COMUNICATO STAMPA partecipate e fate partecipare numerosi COORDINAMENTO CAMPANO PER LA GESTIONE PUBBLICA DELL’ACQUA http://www.refacquacampania.blogspot.com/
    Sun, 22 Jan 2012 09:10:27 +0000 -
  • CONSEGNA PETIZIONE - NO AL TAGLIO DEI TRENI DELLA CIRCUMVESUVIANA

    Mercoledi 28 alle ore 11 raduno NAPOLI- PIAZZALE CIRCUM PORTANOLANA di quanti vogliono manifestare con la loro presenza le ragioni di un disagio e difendere il Diritto alla Mobilità e il futuro di un’azienda dal passato glorioso. Un momento di insieme, prima di recarsi in Regione a depositare il plico con le firme e [...]
    Mon, 26 Dec 2011 18:32:39 +0000 -

Meetup Nola

Amici di Beppe Grillo di Nola (Napoli): What's New

Meetup.com organizes local gatherings about anything, anywhere.

Rete Civica Napoli

La Rete Civica di Napoli : attività

Attività per La Rete Civica di Napoli, ospitata su La Rete Civica della Campania.
  • Occupazione del rettorato dell’Università Federico II

    Molte decine di studenti hanno occupato il rettorato dell'Università Federico II come primo gesto di reazione al tentativo di abolizione del valore legale della laurea.

    Occupazione del rettorato dell’Università Federico II: il nostro futuro non è carta straccia!


    Oggi, 27 gennaio, il giorno in cui il Consiglio dei Ministri dà il via alla discussione sul progetto di abolizione del valore legale dei titoli di studio, abolendo di fatto tutti gli sforzi, i sacrifici, le speranze di migliaia di studenti in tutta Italia, i ragazzi di “serie b”, quelli che non si possono permettere di accedere ai tanto decantati poli d’eccellenza, hanno deciso di mollare libri ed appunti e lanciare un segnale di rottura.

    Questa mattina è stato occupato il rettorato dell’ Università Federico II di Napoli dal quale campeggia lo  striscione “il nostro futuro non è carta straccia”, slogan che rimanda alle scorse mobilitazioni contro chi, da  destra e da sinistra, riforma dopo  riforma, ha provveduto a svendere la nostra formazione e la nostra vita fino ad arrivare a quest’ultimo affondo.

    La proposta al vaglio dei distinti ministri dell’operoso Governo tecnico è quella di annullare il voto di laurea come criterio di valutazione e di modificare l’ accreditamento delle singole università italiane. L’obiettivo è quello di arrivare  al  perfezionamento del  progetto di formazione di poli d’eccellenza inaccessibili agli “sfigati” che non possono permettersi di pagare le rette altissime o di sostenere lo spostamento da una parte all’ altra della penisola, ma i cui titoli si configurano l’unico ponte verso il mondo del lavoro, che non a caso, proprio in questo momento, è sotto attacco.

    Anche questo provvedimento, infatti, si inserisce nelle innumerevoli riforme che stanno interessando l’Italia in queste settimane, da quelle del sistema pensionistico, agli attacchi al mondo del lavoro, che stanno creando un sistema in cui riesce a sopravvivere non chi è il più bravo, il self-made man (come loro vogliono farci credere parlando di “meritocrazia”), ma chi ha più possibilità economiche e chi è disposto ad abbassare la testa contro i soprusi e lo sfruttamento.

    Ed è per questo che, stanchi di tutto ciò, abbiamo deciso di mettere in atto quest’azione simbolica.

    Lunedì 30 gennaio, inoltre, ci sarà un’assemblea pubblica alle ore 15:00, a palazzo Giusso dell’Università Orientale di Napoli per confrontarci su questo tema, capire che conseguenze ci saranno, in che quadro si innestano questi provvedimenti e per organizzarci affinché il nostro futuro non sia carta straccia!

    Studentesse e studenti napoletani

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    Collettivo Autorganizzato Universitario - Napoli
    caunapoli.org



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    Collettivo Autorganizzato Universitario - Napoli
    caunapoli.org
    Fri, 27 Jan 2012 13:51:48 GMT -
  • I No Tav: vent’anni e un “blitz”

    di PIERLUIGI SULLO

    • “Blitz contro i No Tav!”, gridano i siti dei grandi giornali. Finalmente il progresso avanza, si direbbe. Qualche giorno fa è stata pubblicata, anche da questo sito, la lettera con cui alcune persone di un certo rilievo – Luca Mercalli, Ivan Cicconi, Sergio Ulgiati e Marco Ponti – rispettosamente si rivolgono al presidente del consiglio, Mario Monti, per fargli notare che da ogni punto di vista – compreso quello liberista che anima il governo dei “tecnici” – il tunnel Tav in Val di Susa è una follia, proprio come gli abitanti della Valle e i loro numerosi amici sostengono ormai dal 1992.
    • 1992? Caspita, giusto vent’anni. Chi se lo ricorda più il mondo del 1992? Eppure, in quell’anno capitarono molte cose. Ne ricordo alcune, forse instruttive, a chi abbia la pazienza di leggere.

    Il 6 gennaio una bomba viene fatta esplodere sulla linea ferroviaria poco prima del passaggio dell’espresso Lecce-Milano-Stoccarda all’altezza di Surbo. Si evita una strage per un pelo. Purtroppo i No Tav avrebbero preso ad esistere qualche mese dopo, non potevano essere loro i colpevoli. Il 13 gennaio iniziano i telegiornali Fininvest: primo il Tg5, diretto da Enrico Mentana. L’anno dopo Berlusconi sarebbe “sceso” in politica. Il 7 febbraio i 12 stati della Cee firmano il Trattato sull’Unione Europea, noto come Trattato di Maastricht. Il 17 febbraio  a Milano il socialista Mario Chiesa , direttore del Pio Albergo Trivulzio, viene arrestato per una tangente di 7 milioni di lire. È il primo atto di Mani pulite. Il 5 aprile le elezioni politiche: Dc 29,7%; Pds 16,1%; Psi 13,6%; Lega Nord 8,7%; Prc 5,6%. Il 23 di maggio sull’autostrada che collega Palermo all’aeroporto di Punta Raisi il tritolo uccide il giudice Giovanni Falcone, sua moglie e tre agenti di scorta. Il 26 Oscar Luigi Scalfaro diviene Presidente della Repubblica . Il 28 giugno Giuliano Amato forma il nuovo governo: farà la manovra da 100 mila miliardi che “salverà” l’Italia. Il 9 luglio un decreto autorizza infatti il governo al prelievo forzoso sui conti correnti bancari del 6 per mille. La misura è giustificata dal bisogno di fronteggiare le forti speculazioni internazionali che stanno colpendo la lira. Inoltre, il governo decide la privatizzazione di quattro imprese statali: Eni, Iri, Ina ed Enel. Il 19 luglio  vengono uccisi da un’autobomba il giudice Paolo Borsellino e la sua scorta. Il 18 luglio, nella sala consiliare di Bussoleno nasce nell’indifferenza di politici e media il primo comitato No Tav. Più o meno nello stesso periodo Nomisma, società legata a Romano Prodi, si aggiudica consulenze varie sull’Alta velocità ferroviaria. Il 31 luglio, accordo tra Confindustria e sindacati: viene soppressa la scala mobile a partire dal gennaio. Il 12 agosto l’ente Ferrovie dello Stato viene trasformato in società per azioni. Ma facciamola breve. Il 3 novembre il democratico Bill Clinton è eletto presidente degli Stati uniti. Il 3 dicembre l’Italia decide l’invio di un contingente italiano per partecipare all’operazione Restore Hope in Somalia.

    Se siete arrivati fin qui, noterete quanto lontano sia il 1992 e allo stesso tempo quanto vicino. Certo i presidenti americani e i nomi dei corrotti, o i paesi in cui soldati italiani vanno in “missione di pace”, cambiano. Ma c’è qualcosa di duro, di coriaceo, che resta. Le “manovre”, le privatizzazioni, in nome della modernità e dell’Europa, per esempio. E i No Tav della Val di Susa.

    La magistratura di Torino ha firmato 26 ordinanze di custodia cautelare in carcere, messo una persona ai domiciliari, prescritto 15 obblighi di dimora. Il “blitz” ha interessato quindici province in tutta Italia. E Marco Imarisio, giornalista del Corriere della Sera specializzato in “movimenti”, oltre a far sapere che “i reati contestati sono resistenza, violenza, lesioni, danneggiamento aggravati in concorso”, scrive che l’operazione ha “colpito  i vertici del movimento in Valle e a Torino…”, e che è stato “colpito il centro sociale torinese Askatasuna, considerato il braccio operativo del movimento No Tav”.

    Imarisio, autore anche di un libro su Genova 2001, si deve essere specializzato in qualche altro movimento, visto che i No Tav non hanno notoriamente alcun “vertice”, e non delegano a nessuno il ruolo di “braccio operativo”. Tanto è vero che lo stesso procuratore di Torino, Giancarlo Caselli, ha detto che gli arresti non sono diretti contro la Valle di Susa o il movimento No Tav: “I soggetti che abbiamo individuato – ha dichiarato – sono autori, a nostro avviso, di specifici episodi di reato. È un’operazione che riguarda 41 persone e solo tre sono della Valle”.

    Ma quali sono, gli episodi di “resistenza” ecc.? Inizio luglio 2011: poliziotti e carabinieri – seguiranno gli alpini – occupano un’area della Valle di Susa, alla Maddalena di Chiomonte, poco dopo dichiarata “area di interesse strategico”, cioè militarizzata, quindi sottratta alla normale gestione dei comuni, dei cittadini. Questa area viene chiamata “cantiere” perché vi dovrebbero lavorare le imprese (della Lega Coop) che hanno l’appalto per lo scavo di un tunnel esplorativo, propedeutico al tunnel di 52 chilometri. Ma in effetti nessuno vi sta lavorando, occupare manu militari la zona è un’azione dimostrativa, serve a dire ai cittadini della Valle che hanno perso la battaglia e all’Unione europea che ora sì può versare i milioni di euro promessi per l’opera (che ne costerebbe miliardi). La gente si oppone, cerca di divellere le reti, organizza una serie di manifestazioni che, in un clima sempre più minaccioso, sono sostanzialmente pacifiche, sebbene determinate (e per forza: i No Tav accumulano sapere e capacità di azione dal 1992).

    Passano i mesi, ed ecco il “blitz”. Proprio mentre i camionisti fanno i blocchi, i siciliani impugnano i forconi, il movimento dell’acqua fa quadrato attorno al referendum, i pescatori si fanno picchiare dalla polizia, e insomma i sondaggi sempre più rosei, l’unanimità o quasi dei partiti (come dimostra il testo votato dal senato sul nuovo trattato europeo) e il coro di elogi dei media non impediscono che le ferite e le fratture provocate dalla cura liberista del governo alla società italiana si traducano in proteste diffuse. I No Tav, come spesso è capitato loro negli ultimi anni, servono da cavia.

    Ci vorrà ben altro, per farli finalmente tacere, quei valligiani riottosi. Intanto, Monti non risponde a chi contesta con fatti e cifre l’Alta velocità in Val di Susa (e a Firenze, per dirne un’altra). Forse il professore non ha argomenti?

     

    Fri, 27 Jan 2012 13:49:37 GMT -

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  • Cult Movies -Titanic

    Screnshot Titanic



    Dramma, amore ed epica sono gli ingredienti di base che James Cameron ha saputo sfruttare al massimo per giungere alla vetta dei più grandi film mai realizzati, i colossal. Basti pensare all’incredibile successo riscosso non solo con Titanic, ma anche con il più recente Avatar, dove il primo ha detenuto il maggior incasso mondiale della storia del cinema, record rimasto imbattuto per ben 13 anni fino all’uscita del secondo nel 2010. Insomma, che Cameron ci sappia fare con le grandi produzioni non è certo una novità. Quale che sia il segreto di tanta maestria, il risultato è sempre soddisfacente: i colpi di scena si alternano quasi ritmicamente ai più avanzati effetti speciali, mentre le profonde storie d’amore si intrecciano saldamente alle catastrofiche tragedie. Tutto questo, se unito a una grande capacità registica, dà vita a un capolavoro.
    Quello del Titanic, si sa, è un buio capitolo della storia del XX secolo circa l’affondamento del transatlantico -più grande e lussuoso mai concepito- a causa della collisione con un iceberg nel mezzo dell’Oceano Atlantico. Partendo da questi presupposti, il regista (qui anche sceneggiatore) dà un volto ad alcuni dei
    2223 naufraghi immaginando una storia nella storia. Dividendo la nave per scala sociale, Cameron mette a confronto i due ceti opposti, nobiltà e plebe, ragionando sul fatto che, nonostante lo status, saranno entrambi destinati ad un tragico fato. A unire queste discrepanze sarà l’amore tra i due protagonisti, Rose (Kate Winslet) membro della prima classe e Jack (Leonardo Di Caprio) della terza, la cui passione si consumerà in segreto nel cuore dell’oceano.

    Così come la destinazione del viaggio, la “Terra dei sogni”, i due innamorati si faranno rapire dall’emozione di una realtà surreale, che romperà gli schemi aristocratici di Rose, portandola al rifiuto di una vita programmata dall’etichetta sociale per seguire invece la filosofia del “vivere alla giornata” di Jack.


    Il Titanic è insomma uno scrigno che racchiude segreti e speranze; elegante transatlantico per le élite più esclusive, nonché il tramite per dare una seconda possibilità ai meno abbienti. Maestoso e perfetto in merito alla tecnologia e al design, ma carente in quanto a norme di sicurezza: il complesso della struttura è infatti più pesante delle altre navi e il numero di scialuppe non corrisponde a quello dei passeggeri. La vanità batte quindi la sicurezza, e non appena lo scafo dell’enorme nave raschia contro un iceberg nel cuore della notte, la tragedia è annunciata.
    83° film statunitense migliore di sempre e detentore del primato dei film più premiati dalla Academy Awards con ben
    11 Oscar (insieme a Ben Hur e Il Signore degli anelli), Titanic troneggia nell’Olimpo hollywoodiano non solo per i grandi numeri, ma anche e soprattutto per la grandiosità della messa in scena.

    GUARDA ANCHE IL TRAILER, LE INTERVISTE E LA CONSEGNA DEGLI OSCAR!

    SCHEDA

    Titolo originale: Titanic. Anno: 1997. Genere: drammatico, romantico, epico. 192 min. Colore. USA. Regia: James Cameron. Soggetto: James Cameron. Sceneggiatura: James Cameron. Fotografia: Russell Carpenter. Musica: James Horner. Produzione: James Cameron, Jon Landau per: 20th Century Fox e Paramount Pictures. Interpreti: Leonardo Di Caprio, Kate Winslet, Billy Zane, Kathy Bates, Frances Fischer, Bill Paxton, Gloria Stuart, Bernard Hill, Victor Garber, Jonathan Hyde, David Warner, Danny Nucci, Jason Barry, Suzy Amis, Lewis Abernathy, Ewan Stewart, Jonathan Philips, Bernard Fox, Michael Ensign.

    RICONOSCIMENTI

    NATIONAL BOARD OF REVIEW AWARD 1997, Premio speciale per gli effetti tecnici (James Cameron).
    LOS ANGELES FILM CRITICS ASSOCIATION AWARD 1997, Miglior scenografia (Peter Lamont).
    ACADEMY AWARDS 1998, Oscar per: Miglior film (James Cameron), Miglior regia (James Cameron), Miglior fotografia(Russel Carpenter), Miglior scenografia (Peter Lamont, Michael Ford), Migliori costumi (Deborah Lynn Scott), Miglior montaggio (Conrad Buff IV, James Cameron, Richard A. Harris), Miglior sonoro (Gary Rydstrom, Tom Johnson, Gary Summers, Mark Ulano), Miglior montaggio sonoro (Tom Bellfort, Christopher Boyes), Migliori effetti speciali (Robert Legato, Mark A. Lasoff, Thomas L. Fisher, Michael Kanfer), Miglior colonna sonora (James Horner), Miglior canzone (James Horner, Will Jennings).
    GOLDEN GLOBE 1998, Miglior film drammatico (James Cameron), Miglior regia (James Cameron), Miglior colonna sonora(James Horner), Miglior canzone (James Horner, Will Jennings).
    KANSANS CITY FILM CRITICS CIRCLE AWARD 1998, Miglior film (James Cameron), Miglior regia (James Cameron),Miglior attrice non protagonista (Gloria Stewart).
    CRITICS’ CHOICE MOVIE AWARD 1998, Miglior regia (James Cameron).
    SCREEN ACTORS GUILD AWARDS 1998, Miglior attrice non protagonista (Gloria Stewart).
    SATELLITE AWARD 1998, Miglior film drammatico (James Cameron, Jon Landau), Miglior regia (James Cameron), Miglior scenografia (Peter Lamont), Migliori costumi (Deborah Lynn Scott), Miglior montaggio (Conrad Buff IV, James Cameron, Richard A. Harris), Migliore colonna sonora (James Horner), Miglior canzone (James Horner, Will Jennings).
    MTV MOVIE AWARD 1998, Miglior film (James Cameron), Miglior performance maschile (Leonardo Di Caprio).
    CIAK D’ORO 1998, Ciak d’oro al miglior film straniero (James Cameron).

     

    A cura di Roberta Saettone (RobbiSaet Blog)

    Roberta Saettone


    Mon, 12 Dec 2011 11:40:31 +0000 -
  • Cult Movies - Easy Rider



    Screenshot Easy Rider



    Nello sbocciare della rivoluzione culturale americana “alternativa”, una coppia di motociclisti afferma la propria libertà attraversando gli Stati Uniti su due ruote. Capostipite del genereon the road e 84° film americano migliore di sempre, Easy rider è la chiara denuncia verso l’occhio xenofobico di un Paese dove, infatti, la paura per il diverso regna sovrana.


    E’ il 1969, e la cultura d’oltreoceano è in piena evoluzione: si celebra il primo Festival di Woodstock con i suoi 400mila giovani spettatori, Neil Armstrong è il primo uomo a mettere piede sulla Luna, a New York scoppia una serie di scontri violenti tra il movimento omosessuale e la polizia, mentre la Guerra del Vietnam sfocia anche in Cambogia. Piccoli passi per l’uomo, ma balzi da gigante per l’umanità, direbbe lo stesso Armstrong; balzi che condizioneranno inevitabilmente il corso della storia. Dall’ideologia Hippy all’abuso di sostanze stupefacenti su ampia scala, dall’affermazione dei diritti delle donne a quella degli omosessuali, si giunge a una nuova traduzione di libertà; ed ecco che iniziano a frantumarsi gli schemi di una cultura severa e inquadrata tramite una sorta di disobbedienza, di anticonformismo.


    Il film in questione mira a scattare una fotografia di questo fragile momento, che è ancora incastrato nel periodo di transizione tra l’affermarsi di un nuovo stile di vita e l’accettazione dell’opinione pubblica. I due protagonisti, che attraversano gli Stati Uniti a cavallo dei loro chopper, incarnano l’essenza della pura libertà: trasportati dal vento come una foglia, con direzione New Orleans, ondeggiano sulle due ruote fermandosi qua e là a seconda della brezza. Dopo aver trasportato un carico di cocaina dal Messico alla California, impegnano i soldi guadagnati nelle motociclette con cui affrontare il viaggio e partono, a zonzo per il Paese, verso il carnevale della Louisiana. Accompagnati dalle note di Jimi Hendrix e degli Steppenwolf, i due motociclisti Peter Fonda e Dennis Hopper (qui anche regista), entreranno in contatto con la profonda America del sud, ora pranzando con una famiglia di indiani, ora in una comune hippy, dormendo a sotto le stelle davanti a un falò. Lungo il tragitto incontreranno anche un nuovo compagno di viaggio, un giovane ed esuberante Jack Nicholson, al quale daranno un passaggio per la stessa direzione.


    Sarà proprio questo stile di vita libero e leggero ad attirare gli sguardi inquisitori della gente, che li condannerà a un’ignobile fine spinta dalla sola paura del “diverso”.


    A cura di Roberta Saettone (RobbiSaet Blog)

    Roberta Saettone

    Mon, 12 Dec 2011 10:22:52 +0000 -